Mi sveglio e son di cattivo umore. Triste. Un fiore secco che ha chiuso i petali e sta per perderli. Avrei voglia di richiudere gli occhi e tirare sul naso la trapunta. Ho una di quelle giornate in cui vorrei non sapere niente del genere umano. In cui tutto mi procura dolore. Mi sveglia la gastrite. Tanto per capirci.
Ma mi devo alzare. Devo andare a preparare il ragù per domani. Perché domani ho a pranzo persone speciali. La mia famiglia strampalata e degenere. Un vero pranzo di famiglia della domenica. Allora c'è questo ragù da preparare. Mi dico che non basta seguire la ricetta della mamma per farlo venir bene. Devo metterci anche l'amore. Soprattutto l'amore.
Sicché alzati, lavati il sonno dalla faccia, mettiti un po' di pace nel cuore e vai a preparare questo ragù. Suvvia.
Lo fai per loro. Per la tua famiglia degenere e sgangherata.
4 commenti:
La FAMIGLIA.... ci vogliono due palle d'acciaio per uscirne indenni...
La chiamo famiglia. Ma sono i miei più cari amici.
l'essenzialità dell'amore è sempre fuori discussione!!
Amore, per persone a noi speciali, e in generale cura, quando si cucina. La cura nel cucinare, nel preparare gli ingredienti, nel maneggiarli, sceglierli, tagliarli, unirli, cuocerli, etc etc. Un ragù curato è già un buon ragù, ma un ragù amato...
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